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Piani di lavoro resistenti al calore e gli altri: una guida completa ai piani più resistenti alle alte temperature


Categoria: Top in cucina
Piani di lavoro resistenti al calore e gli altri: una guida completa ai piani più resistenti alle alte temperature

 

Quali sono i piani di lavoro resistenti al calore? Killer numero 1 di molti piani di lavoro è il calore, condizione tipica in una cucina, specie quando si tratta di dover appoggiare sulla superficie pentole o tegami bollenti in cui abbiamo portato a cottura i nostri alimenti. Se utilizzi (o prevedi di utilizzare) intensamente la tua cucina, sicuramente sentirai anche la necessità di lavorare liberamente sul piano, senza dover essere preoccupato/a di rovinarne l'integrità fisica ed estetica.

La funzionalità di un piano è molto importante, specie perchè, è proprio su di esso che svolgeremo almeno il 70% delle azioni che facciamo in cucina. E considerando che il piano cottura è l'elettrodomestico più usato (almeno due volte al giorno) è evidente che, appunto, sia il calore il principale "nemico" dei top.

LE CATEGORIE: PIANI DI LAVORO RESISTENTI AL CALORE E GLI ALTRI

In questo senso, possiamo raggruppare i piani in tre diverse categorie a seconda di come rispondono al contatto con il calore, e cioè:

-i piani di lavoro resistenti al calore.

-i piani di lavoro che assorbono bene il calore ma fino a una certa temperatura.

-i piani di lavoro che NON sopportano il calore e che quindi potrebbero deteriorarsi in caso di un eventuale contatto.

Tra i piani di lavoro resistenti al calore più conosciuti, sicuramente troviamo le pietre naturali (marmi e graniti). Con questo tipo di piano è possibile lavorare in tutta tranquillità, poggiarci su tutto ciò che hai tolto dai fornelli senza dover utilizzare sottopentola o accessori che isolino il piano dalla fonte di calore. Viceversa, in genere questi top sono molto porosi, quindi massima attenzione più che altro al contatto con liquidi colorati, quali olio, vino, caffè.

Tra i piani di lavoro più resistenti al calore troviamo sicuramente anche i materiali definiti di “ultima generazione”, tra i quali quelli marchiati Dekton, Lapitec, Kerlite o Laminam (gres porcellanato). Il motivo è che queste superfici sono pensate (e prodotte) per garantire la massima funzionalità del piano, e uno dei loro attributi principali è appunto l'elevata resistenza alle alte temperature. Questi piani sono ciò che di meglio puoi trovare sul mercato, perchè continuamente perfezionati per rispondere alle esigenze dei clienti dell'arredamento. Un concetto ben sintetizzato dai materiali appena citati.

Tra i piani di lavoro più resistenti al calore non va dimenticato quello in acciaio, una superficie di lavoro che non teme assolutamente il contatto con il calore e che (non solo per questo motivo) è utilizzato nelle cucine della ristorazione professionale. Infine, non possiamo non accennare ai top piastrellati o in ceramica, resistenti a qualsiasi temperatura grazie alla durezza e alla compattezza del materiale.

PIANI DI LAVORO IN GRADO DI RESISTERE FINO A CERTE TEMPERATURE

Nella seconda categoria di piani, quelli che resistono cioè fino a certe temperature, troviamo in particolare due tipi di top: quello in quarzo e il laminato HPL. Il piano in quarzo è sicuramente tra i piani più funzionali in cucina, ma, almeno sulla carta, potrebbe subire uno shock termico se a contatto con oggetti caldi ad oltre 200 gradi di temperatura. Discorso analogo con l'HPL, evoluzione dei piani in laminato, il cui limite più evidente è appunto la scarsa resistenza al calore. L'HPL lo elimina in parte, in quanto può sostenere temperature fino a 180 gradi circa.

PIANI DI LAVORO NON RESISTENTI AL CALORE

L'ultima categoria, infine, è quella dei piani non resistenti al calore, superfici che, in poche parole, potrebbero subire importanti alterazioni se a contatto prolungato e diretto con fonti di calore in genere. In primis, lo abbiamo già detto, il classico laminato postforming, un piano la cui lamina superficiale potrebbe gonfiarsi o scollarsi in caso vi poggiate sopra una pentola o padella incandescente. Utile in questi casi sarà l'utilizzo di un sottopentola o di un altro supporto per evitare il contatto tra il fondo dell'oggetto e la superficie di lavoro. Questo perchè, una volta, danneggiato, il piano non potrà essere più ripristinato nell'aspetto originario.

Anche se con alcune differenze, e benchè si tratti di un materiale di ultima generazione, anche il Corian patisce il contatto con le alte temperature. L'accorgimento per preservarne l'integrità è sempre lo stesso: utilizzare sottopentola e/o accessori che permettano di salvaguardarne la superficie.

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